Dopo il suo passaggio al Servizio, fu detto umoristicamente da Andreotti, in Italia di ignoto era rimasto solo il Milite: politici, sindacalisti, imprenditori, uomini d'affari, intellettuali, religiosi (Papa compreso, in tutto circa 4.500) e naturalmente militari (tutti gli ufficiali superiori, nessuno escluso), furono indagati, così come tutti gli stranieri, e su ciascuno si raccolsero notizie circa frequentazioni, preferenze religiose e politiche, abitudini pubbliche e private. Avrebbe fatto non poco rumore, in seguito, la scoperta che di Saragat si fossero minuziosamente catalogate addirittura le marche e le quantità (non esigue) di alcolici usualmente ingeriti (mentre pare soltanto una ben congegnata facezia la voce circolata sull'intitolazione in codice del suo fascicolo come "esercizi spirituali"). L'indagine, che veniva estesa anche alle amicizie dei soggetti osservati (secondo alcune stime, già 157.000 erano i "titolari" di fascicoli individuali), avrebbe quindi raccolto dati, direttamente o indirettamente su una quota davvero ingente della popolazione. Dai circa duemila fascicoli stilati poco dopo la sua nomina, si passò ai circa 17.000 del 1960, finché nel 1962 il numero dei fascicoli ammontava a 117.000, stimati in 157.000 dalla commissione Beolchini; il giudizio (politico) della commissione sulla qualità delle schedature sarebbe stato in realtà poco lusinghiero, avendole definite forzosamente enfatizzate su difetti e chiacchiericci e sottintendendone quindi finalità ricattatorie.
(Arrivò anche il colpo di grazia: il settimanale L'Europeo prima, e L'Espresso poi sostennero, riferendosi al Piano Solo, che nel 1964 Segni e De Lorenzo avevano tentato un golpe.).