|
|
||||||
riceviamo e pubblichiamo: "OTTO MILIONI DI BAIONETTE"
Primo Levi vent'anni dopo
L'11 aprile 1987 moriva suicida. Oggi capiamo la sua grandezza di scrittore, non solo di testimone ERNESTO FERRERO
L’unica sera
in cui mia moglie ed io riuscimmo ad averlo ospite a cena (non
poteva e non voleva abbandonare l’estenuante presidio delle cure
alle madre lungodegente) Primo Levi portò in dono a nostra figlia
bambina una cavia di peluche. Lo disse lui, che era una cavia,
perché non avrei saputo dare un nome esatto al tenero batuffolo
bianco e marrone chiaro. Ci commosse (ma non sorprese) il fatto che
fra tanti altri animali di peluche più ovvii lui fosse andato a
scovare chissà dove proprio una cavia. Non era
un’autorappresentazione simbolica. Primo non metteva mai avanti se
stesso, in questo assai simile all’amico Italo Calvino, che
preferiva le posizioni defilate, in secondo piano, e come il Barone
rampante guardava il mondo dai rami di un albero. (la Stampa online) Nota della redazione: abbiamo scelto di pubblicare il pezzo della STAMPA perchè racconta di un Levi altamente umano e, come tale, conoscitore dell'umana specie. Attualissimo, può essere un esempio per i nostri giovani, e un incontro auspicabile anche per le donne e gli uomini che oggi sembrano persi nella superficialità dell'essere. Segnaliamo opere di Levi, pubblicate da Einaudi(altri, tra parentesi la casa editrice): La chiave a stella /L'altrui mestiere/Dialogo (con Tullio Regge)/Se questo è un uomo/Il sistema periodico/I sommersi e i salvati /La tregua/Tutti i racconti/Articoli e saggi 1955-1987/L'ultimo Natale di guerra/Conversazioni e interviste 1963-1987/ Ad ora incerta (Garzanti)/ L'asimmetria e la vita/I racconti: Storie naturali-Vizio di forma-Lilit/Se non ora, quando?/Il fabbricante di specchi. Racconti e saggi (La Stampa)/Opere. Vol. 2: Romanzi e poesie/Opere/ |
||||||
|
MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, DELLA DEPORTAZIONE, DELLA GUERRA, DEI DIRITTI E DELLA LIBERTÀ Corso Valdocco 4a, tel. 011 436 1433 Ma Me Ve Sa Do: ore 10.00 - 18.00 Giovedì: ore 14.00 – 22.00 Lunedì chiuso Ingresso libero
dal 18 aprile al 14 ottobre PRIMO LEVI. I giorni e le opere La mostra, insignita dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è prodotta dal Centre d’Histoire de la Résistance et de la Déportation di Lione, a cura di Philippe Mesnard e Carlo Saletti. Il Museo Diffuso la presenta nella versione italiana, curata da Alberto Cavaglion e Elisabetta Ruffini, grazie al sostegno della Regione Piemonte e con la collaborazione della Fondazione Teatro Stabile di Torino. Attraverso fotografie, immagini video e riproduzioni di documenti, la mostra presenta le diverse linee che definiscono Primo Levi intellettuale e scrittore e Primo Levi testimone della Shoah. L’evoluzione di queste linee, i loro punti di incontro e di divergenza, la loro tensione ne sono perciò il punto di partenza. La versione torinese sarà inoltre arricchita da un videoallestimento sulla rappresentazione teatrale di Se questo è un uomo, presentata al teatro Carignano nella stagione 1966/67 del Teatro Stabile, per la regia di Gianfranco De Bosio nell’adattamento drammaturgico curato dallo stesso Primo Levi con Pieralberto Marché. Visite guidate e laboratori per le scuole su prenotazione al numero verde Museiscuol@ 800 553130
27 Gennaio: giorno della MEMORIA Prima vennero per gli ebrei
" Prima vennero per gli ebrei Martin Niemoeller pastore evangelico deportato a Dachau
“Conoscere per non perdere la memoria" di Sara Valentina Di Palma
SE QUESTO E' UN UOMO
Voi che vivete sicuri
Considerate se questo è un uomo
Considerate se questa è una donna,
Meditate che questo è stato:
Coricandovi alzandovi; Primo Levi
Se questo è un uomo - STATISTICA GENERALE DEGLI EBREI VITTIME DELLA SHOAH IN ITALIA (1943-1945)
... pagine (dalle testimonianze "meno" cruenti) tratte dal libro: "DONNE E BAMBINI NEI LAGER NAZISTI" testimonianze dirette raccolte a cura di Giorgina Bellak e Giovanni Melodia (Associazione Nazionale ex Deportati politici nei campi nazisti - Milano - 1960/61) Bruno Piazza: Le nostre compagne, i nostri figli, ad Auschwitz
i racconti del Comandante del lager Rudolf Hoess: ... la "missione" del Comandante ... ... clicca qui per approfondire la conoscenza storica Lager italiani - La risiera di San Sabba
... ... molti, pur consci del pericolo cui si esponevano, salvarono la vita a ebrei italiani e stranieri, nascondendoli nelle loro case; i partigiani accompagnarono alla frontiera svizzera centinaia di vecchi e bambini, e li misero in salvo. Molti ebrei trovarono rifugio e salvezza grazie alla Chiesa cattolica ... ... Ai Docenti Insegnare la Shoah; parlare dello sterminio sistematico di milioni di uomini, di donne, di bambini perpetrato dal nazismo in nome di un progetto che non ammetteva l'esistenza di "razze inferiori" e che prevedeva l'eliminazione fisica di ogni voce di opposizione. Come trasmettere l'insegnamento di questa immane tragedia a ragazzi bombardati ogni giorno da notizie di guerre, di ingiustizie, di orrendi attentati? ... Commento... Quando l’uomo, la donna, perdono se stessi, ovvero quella parte umana che distingue la nostra specie dalle belve, quel che ne esce è inenarrabile. Eppure non basta dire: “... la guerra degrada l’umano”; se così fosse l’umanità avrebbe, in base alle esperienze vissute, evitato le guerre, le guerriglie, la violenza... Invece, basta dare uno sguardo a trecentosessanta gradi a questo povero mondo e la crudeltà è all’ordine del giorno, a partire dai bambini che subiscono violenze di ogni genere. Allora la domanda è: perché l’essere umano ha bisogno di autodistruggersi? Far violenza agli altri è farla a se stessi, perché gli altri ci rimandano l’immagine di quello che siamo, persone e/o nazione. Cosa c’è dunque, in quest’aria che respiriamo (economica-culturale-sociale) che ci rende belve? Prego, prendiamoci un po’ di silenzio attivo per riflettere come soggetti (e non oggetti della moda): Io chi sono? - In quale contesto cresco, imparo, lavoro, vivo? - Sto bene con me stesso? - Cosa mi fa star male (reale o indotto dal sistema)? - Come uscirne? - Di cosa ho realmente bisogno? - Come costruirlo? ... Recuperare il tempo del pensiero autonomo è già un passo sulla strada della costruzione... Il primo passo... Tergiversare non è più possibile: i valori sono oramai crollati e l’uomo (preda del consumismo) è arrivato a consumare se stesso. Avanti non si cammina se non ci sono radici profonde a mantenerci in equilibrio... Riappropriamoci delle nostre, velocemente, per non ricadere nei soliti errori distruttivi/autodistruttivi. (la redazione del sito)
|
||||||
|
|
||||||